Immagina questo scenario: è venerdì pomeriggio e i tuoi sistemi di monitoraggio segnalano un’anomalia critica. In meno di un’ora, confermi che si tratta di un attacco ransomware che ha esfiltrato dati dei clienti e bloccato il gestionale. Se la tua azienda opera nel settore finanziario o fa parte di una filiera critica, in quel preciso istante scattano tre cronometri diversi.
Devi notificare il Garante Privacy entro 72 ore per rispettare il GDPR. Devi inviare una pre-notifica al CSIRT Italia entro 24 ore secondo la NIS2. E se rientri nell’ambito DORA, la Banca d’Italia aspetta una tua segnalazione preliminare entro tempi ridottissimi, spesso quantificati in 4 ore.
La sovrapposizione normativa non è più una questione teorica per avvocati, ma un problema operativo che, se mal gestito, paralizza l’IT e apre le porte a sanzioni amministrative e penali. Secondo recenti analisi, la gestione frammentata della compliance aumenta i costi operativi del 40% e raddoppia il rischio di errori formali durante una crisi.
In questo articolo analizzeremo come trasformare il labirinto delle compliance GDPR NIS2 DORA in un processo unico e gestibile, preparandoti alla piena operatività del 2026 senza duplicare gli sforzi o il budget.
Il “Triangolo delle Bermuda” delle notifiche: Costi e Tempistiche

Il primo impatto della sovrapposizione normativa si misura in ore uomo perse e stress organizzativo. Molte aziende italiane commettono l’errore di trattare GDPR, NIS2 e DORA come silos separati, assegnando responsabilità a persone diverse che non si parlano. Il risultato è il caos nel momento peggiore possibile: quello dell’incidente.
Analizziamo le scadenze che si sovrappongono. Come riportato da Diritto Bancario e ICT Security Magazine, le differenze sono sostanziali e richiedono precisione chirurgica:
- GDPR: 72 ore per notificare la violazione dei dati personali all’autorità competente.
- NIS2: 24 ore per la “pre-notifica” di incidente significativo al CSIRT, seguita da una notifica completa entro 72 ore e un report finale entro un mese.
- DORA: Tempistiche estremamente stringenti per le entità finanziarie, con una notifica iniziale di incidenti gravi richiesta entro poche ore e report intermedi ravvicinati.
Il costo di questa disorganizzazione non è solo la somma delle sanzioni potenziali, che per la NIS2 possono arrivare a cifre astronomiche. Il vero costo è l’inefficienza: dover compilare tre report diversi, con tre tassonomie di dati differenti, mentre il tuo team tecnico dovrebbe essere concentrato sul ripristino dei sistemi. Senza una strategia unificata, rischi di dichiarare una cosa al Garante e un’altra all’ACN, creando discrepanze che saranno usate contro di te in fase di audit post-incidente.
Inoltre, DORA agisce come lex specialis. Questo significa che per le banche e le istituzioni finanziarie, le sue norme prevalgono sulla NIS2, ma non eliminano la necessità di coordinamento, specialmente per quanto riguarda la gestione dei fornitori terzi ICT, un punto critico evidenziato da Euris nelle recenti analisi sulla compliance integrata.
Strategia di Unificazione: Come integrare i processi entro il 2026

Per risolvere il problema, non serve lavorare di più, ma lavorare in modo convergente. L’obiettivo è passare da tre procedure distinte a un unico protocollo maestro per la gestione degli incidenti. Il primo passo è la mappatura unica degli asset e dei rischi. Non puoi proteggere ciò che non vedi. Invece di mantenere un registro per il GDPR e uno per la NIS2, crea un inventario unificato. Ogni asset IT deve avere due indicazioni fondamentali: se contiene dati personali e se supporta un servizio critico.
Secondo Cyberoo, la NIS2 impone misure tecniche come l’autenticazione a più fattori e la segmentazione delle reti. Implementando queste misure su tutti gli asset critici, soddisfi automaticamente i requisiti di sicurezza del GDPR e i pilastri di resilienza di DORA. Successivamente, è vitale sviluppare quello che definiamo il “Golden Report”. Si tratta di un template di notifica interno che contiene la somma di tutti i campi richiesti dalle tre normative. Quando accade un incidente, il team tecnico compila questo documento una sola volta.
Un responsabile della compliance o un partner esterno estrarrà poi i dati necessari per i vari formati richiesti dalle autorità. Questo garantisce coerenza: la descrizione tecnica dell’attacco sarà identica per tutte le autorità, evitando contraddizioni pericolose. Infine, la gestione della supply chain richiede attenzione. La NIS2 e la DORA pongono un’enfasi senza precedenti sulla sicurezza della catena di approvvigionamento. Come sottolineato da Augeos, entro il 2026 le aziende dovranno dimostrare di aver valutato i propri fornitori con audit unificati che coprano certificazioni e SLA di risposta.
Cosa rischio se non agisco ora? Lo scenario del 2026

Molti decisori IT pensano di avere tempo. È un errore di valutazione pericoloso. Sebbene la piena applicazione delle sanzioni e dei controlli NIS2 entrerà a regime nel corso del 2025, il 2026 sarà l’anno della verità. Secondo le previsioni su Diritto al Digitale e le roadmap tracciate dagli esperti, il 2026 vedrà due step fondamentali in Italia.
Il primo sarà la registrazione e l’aggiornamento dell’anagrafica dei soggetti obbligati su portali dedicati. Il secondo, a partire dall’autunno 2026, riguarderà l’inizio degli audit e delle ispezioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che effettuerà controlli a campione e post-incidente con un rigore simile a quello del Garante Privacy.
Il rischio maggiore non è solo la multa, ma la responsabilità personale. La direttiva NIS2 introduce la responsabilità diretta per gli organi di amministrazione che non abbiano supervisionato adeguatamente le misure di cybersecurity. Ignorare le notifiche o gestirle con superficialità espone i vertici aziendali a sospensioni temporanee dalle funzioni direttive. Inoltre, il mercato si sta muovendo: le grandi aziende capofila stanno già iniziando a scaricare i fornitori che non garantiscono la compliance, escludendoli di fatto dal mercato B2B di alto livello.
Come LibreIT supporta le aziende nella Compliance Integrata
In LibreIT sappiamo che la tua azienda non si occupa di burocrazia, ma di business. Per questo, il nostro approccio è puramente operativo: trasformiamo obblighi legali in processi IT efficienti. Non ci limitiamo a fornirti un documento statico. Il nostro servizio di Integrated Cyber Governance include un assessment di convergenza iniziale per identificare i gap comuni alle tre normative.
Spesso scopriamo che con una singola implementazione tecnica, come un sistema SIEM gestito o una policy di Disaster Recovery aggiornata, possiamo chiudere la maggior parte delle richieste di NIS2 e GDPR contemporaneamente. Implementiamo inoltre procedure di orchestrazione della risposta agli incidenti, fornendo playbook pronti all’uso che automatizzano la raccolta delle evidenze e garantiscono il rispetto delle scadenze orarie critiche.
Infine, ci facciamo carico della gestione del rischio fornitori, auditando i tuoi partner critici per verificare che i loro standard di sicurezza non compromettano la tua conformità DORA o NIS2. Il risultato è una riduzione misurabile del tempo di gestione della compliance e una postura di sicurezza pronta a superare i controlli degli auditor.
Conclusione

La convergenza normativa del 2026 non deve essere vista come una tempesta perfetta, ma come un’opportunità per fare ordine. Le sovrapposizioni tra le normative sono molte, ma lo sono anche le sinergie. Un’azienda che sa reagire in 4 ore per DORA è un’azienda intrinsecamente più resiliente e competitiva di una che impiega giorni solo per capire cosa è successo.
Non aspettare la prima notifica di ispezione dell’ACN o del Garante. Agire ora significa spalmare l’investimento e testare le procedure a freddo, non durante un’emergenza. Verifica subito internamente chiedendo al tuo team IT di simulare un incidente cartaceo: saresti in grado di raccogliere le informazioni per una notifica DORA entro 4 ore con gli strumenti attuali? Se la risposta è negativa, è il momento di intervenire.
Per blindare la tua compliance in vista del 2026, richiedi il Gap Analysis Integrato di LibreIT. I nostri specialisti analizzeranno il tuo livello di esposizione attuale e ti forniranno una roadmap preliminare di adeguamento.
Fonti
- Cybersecurity e rapporti con le Autorità – Diritto Bancario
- DORA Compliance – ICT Security Magazine
- Direttiva NIS2: stato dell’arte e scadenze 2026 – Cyberoo
- Compliance NIS2, DORA e GDPR – Euris
- Scadenze NIS2: come prepararsi agli step del 2026 – Augeos
- Previsioni e trend legali 2026 – Diritto al Digitale
Articolo a cura di Calogero Lo Leggio